giovannicecchinato.it logo
search
pages

IpoTetico Diario #09 - Liquido Confine III

date » 03-03-2020

permalink » url

tags » Sile, Hasselblad, Laguna, Venezia, Caposile, fiume, albero, salso, dolce, acqua, ipotetico, diario,

Liquido Confine

Siamo affascinati dai confini, sopratutto quelli immateriali,
spesso li osserviamo,
con una sorta di lusinga nel voler varcarli.
Per dimostrare a noi stessi che possiamo farlo.
Come se fossimo gli unici a poterlo fare.
Come se non vi fossero mai complicazioni,
che tutto fosse permesso e non avesse conseguenze.
E ne uscissimo sempre vincitori, sedotti da un illusione.
Che alla fine, si rivela, una certa, sicura ed erronea, illusione.

Come se l’acqua dolce tracimasse nell’acqua salsa,
valicando il proprio confine,
fisico.
Ognuna delle due perderebbe qualcosa di suo.
Sarebbe persa la peculiarità.

Lo sapevano gli antichi veneziani che pensarono bene
di non far sfociare un fiume
d'acqua dolce,
dentro il sistema perfetto della laguna salata.
Crearono una barriera, un nuovo confine,
che non permettesse la coesistenza dell’acqua
dolce
con quella salsa.
Perché non era buona cosa.
Così come non può coesistere il bene con il male,
la virtù con la trasgressione,
la giustizia con l’ingiustizia,
la vita con la morte,
la purezza con la contaminazione,
la verità con la bugia.

L'unico confine in perenne fluttuazione,
indefinita
è quello del mare.

In una sorta di eterno conflitto per sommergere o respingere il bagnasciuga.
Un liquido confine in perenne mutamento.
Che prima o poi avrà un unico vincitore.

Come unico resta l’antico Tiresia,
sia mare che terra, sia uomo che donna,
l'unica eccezione senza bisogno di un confine,
testimone nel tempo per l'Olimpo.



Argine del fiume Sile sulla Laguna Nord di Venezia
dic 2019





Qui uno stralcio del progetto in corso




Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2020

La fotografia di cantiere

La fotografia di cantiere a Venezia
Una parte importante nella documentazione di un lavoro di edilizia.




La logica vuole che prima di un edificio ci stato qualcos’altro.
O il niente.
O un altro manufatto.
Sempre per logica, una costruzione finita, o una ristrutturazione, passano attraverso una fase spesso dimenticata e temporanea che è il cantiere.

Mi ha incuriosito una definizione di cantiere, trovata in un volume fotografico interessante:

“Siamo abituati, per distratta consuetudine, a considerare il cantiere edile come la necessaria preparazione per qualcos’altro, la fase transitoria verso lo stadio di completamento dell’opera, il periodo di caos necessario e preliminare rispetto alla realizzazione, come se l’edificio finito dovesse essere il risultato inevitabile e predeterminato dei passaggi precedenti. Ciò naturalmente non è del tutto vero.”

Il libro è “Cantiere d’autore” ed in queste parole, Pio Baldi, presidente della Fondazione MAXXI, centra il punto non solo nella costruzione del fantastico museo di Roma, opera dell’architetto Zaha Hadid, ma su tutti i mille piccoli cantieri che danno vita a qualcosa che poi verrà abitato.

In realtà come quella di Venezia, il “cantiere” è di vitale importanza.

In questa città che si sviluppa attorno al X e XI secolo che diventerà poi una delle maggiori potenze del Mediterraneo, la costruzione di edifici, palazzi, abitazioni, oltre che ad essere innovativa e peculiare, muta nel trascorrere del tempo, adeguandosi alle rinnovate necessità della città.
Bastano un paio di cose per capire i presupposti costruttivi temibili e difficili: le case non hanno le fondamenta (per come le conosciamo classicamente) e sono perennemente immerse nell’acqua.
Eppure, hanno resistito e continuano a farlo da centinaia d’anni. Combattendo il madido e la più temibile salinità capace di sgretolare i muri più forti. Nei secoli una sapienza edile si è tramandata e per operare in un contesto così fragile e delicato ci vuole anche una buona abilità ed una competenza enorme.

Da tempo seguo le operazioni di cantiere di una azienda che opera in questi termini e che crede fortemente nel valore della storia nella ristrutturazione di un edificio. Azienda che segue i dettami originali delle costruzioni veneziane e nel ristrutturarle li adeguano alle normative e ad i materiali di costruzione attuali.

Soprattutto oggi dove case in contesti d’effetto, all’interno di una delle città più visitate d’Italia, diventano di nuovo abitabili e usufruibili, sia temporaneamente che stabilmente con i dettami imposti dalla legge e con il rispetto per il preesistente.
Ma la stessa azienda crede anche fortemente nella documentazione di quell’atto transitorio e di metamorfosi che è il cantiere.
Poiché, e qui ritorna la logica iniziale è destinato ad essere inglobato nell’attuale.

Ecco, allora, che entra in gioco anche un altra variante che è quella della fotografia.
Ed il fotografo deve diventare un traduttore che permetta di interpretare il prima, il durante, il dopo.
Ecco l’importanza del “com’era”, del “come abbiamo operato”, il tutto tradotto da una attività fotografica che permetta di capirlo.



Un tetto incendiato viene smantellato e ricostruito. Visibili i segni della costruzione delle travi con attrezzi manuali che hanno dato forma alla trave stessa. La capriata si chiamava a “un monaco” che individuava i travi verticali che la componevano. Si vede chiaramente la “spiza” ed il “pecà” i punti di appoggio delle singole travi incavate nel legno. Nonostante il calore sopportato le travi fanno ancora i loro dovere.




A parte vengono tenuti tutti i “copi” originali che rivestivano il tetto.





Un altro esempio di creazione di un muro a “scorzoni” che serviva per costruire dei muri non portanti.



Il rifacimento di un appartamento che si affaccia su Santa Maria del Giglio






Un esempio di ristrutturazione prima/dopo di un appartamento vicino a San Marcuola.




Nel produrre i miei lavori fotografici di architettura e cantieristica, uso una macchina tecnica Arca Swiss Rm3di con uno Schneider 5,6/35 XL Apo-Digitar, che mi restituisce una visuale di 102° ed un cerchio d’immagine di 90mm, a f11. Il dorso digitale applicato è un PhaseOne IQ160. Per garantire una massima efficenza utilizzo Capture One 11 per il trattamento dei file RAW, garantendo così, alla mia clientela, una qualità sopra alla norma.




Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2019


Un piccolo resoconto sulla Fujifilm GSX 50R

FUJIFILM GSX 50R



Ciao,
visto che in alcuni di voi è sorta la curiosità in merito alle performances di questa macchina fotografica, sorella del modello GSX50S, vi posso indicare alcune mie piccole riflessioni in merito, esenti da giudizi di parte, dopo questi primi giorni di utilizzo di un modello datomi in test (FUJIFILM GFX 50R con obiettivo GF 23mm f4) ed in attesa della mia macchina ufficiale. Sicuramente sul web potrete trovare articoli tecnici e recensioni abbastanza accurate su questo modello.

Prima di tutto sgombero il campo dal concetto “medio formato” perché non possiamo realmente parlarne, se non per via di una iniziativa di marketing pubblicitario.
Da possessore di sistemi Phase One, lo dico con cognizione di causa.



Il sensore si trova in una fascia intermedia tra il “full frame” di molte ammiraglie blasonate ed il sistema delle due leader di mercato Hasselblad e Phase One.
Il che comunque, come sappiamo bene, fa buon gioco e se le “dimensioni contano” sopratutto quelle del fotodiodo che cattura la luce, ci accorgiamo della differenza sopratutto nei passaggi tonali.
E posso dire che confrontando con la mia Canon 5D Mark IV “full frame”, ne ho avuto la certezzal. In una sessione di lavoro effettivo, ho potuto notare, non tanto nella definizione o nella struttura dell'immagine, (che possiamo definire "quasi" alla pari tra le due, visto anche l'utilizzo del 24mm TS/E II nella Canon che è una lente eccezionale) tanto quanto la gestione del colore e la resa tonale più morbida ed omogenea, sicuramente più realistica; insisto e mi ripeto ... “una più morbida transizione nel passaggio toni".

La FUJIFILM 50R è dotata di un sensore CMOS da 51,4 MP e di un processore X-Processor Pro. Questo implica che se però noi usiamo delle schede poco performanti, viene vanificata tutta la velocità di elaborazione e di scatto. L'otturatore a tendina è stato sviluppato specificamente per questa fotocamera e assicura una velocità massima di 1/4000s (1/16000s con l'otturatore elettronico), una velocità di sincro flash di 1/125 sec o inferiore, alte prestazioni e una lunga durata, con una resistenza dell'otturatore fino a 150.000 scatti*, assicurando al contempo ridotte vibrazione e un funzionamento silenzioso. Questo è il primo modello del sistema GFX a supportare la tecnologia a basso consumo energetico Bluetooth®. Le immagini scattate possono essere trasferite in modo semplice e rapido a smartphone e tablet accoppiati con la fotocamera tramite l’app FUJIFILM Camera Remote, diventando veramente comodo.
Una delle cose interessanti è la misurazione TTL 256 zone, con modalità Multi / Spot / Media / Media pesata al centro
La compensazione dell’esposizione si muove da -5,0 EV a +5,0 EV a intervalli di 1/3 EV, meglio dei soliti 3 stop ed è presente una comoda funzione di intervallometro.
Il mirino OLED a colori 0,5" ca. e da 3,69 milioni di punti, dà una buona visibilità in merito, che però implica di avere sempre la macchina accesa con le ovvie richieste di energia.
Sono presenti 15 modalità di sviluppo JPG (PROVIA / Standard, Velvia / Vivid, ASTIA / Soft, CLASSIC CHROME, PRO Neg.Hi, PRO Neg.Std, Black& White, Black& White+Ye Filter, Black& White+R Filter, Black& White+GFilter, Sepia, ACROS, ACROS+Ye Filter, ACROS+R Filter, ACROS+G Filter) ma al sottoscritto che lavora sempre in Raw non può che interessare in minima parte.

Grande cosa è che la macchina è 160,7mm (largh.) x 96,5mm (alt.) x 66,4mm (prof.) in misure ma sopratutto è poco meno di 800 gr. di peso, il che fornisce una buona trasportabilità, senza grandi pesi ed ingombri. Basta una normale sacca a tracolla. Nella mia Greenland ci stava anche una datata ma stupenda Hasselblad SWC/M, giusto per dirvi.



Ora, un lato poco positivo è che la velocità di scatto non rappresenta una grande attrattiva, ma per chi come me veniva da Hasselblad sistema H, non è di certo una novità e ci si adegua immediatamente.
Alla fine la cosa importante è di sicuro come si vanno a trattare i dati Raw e con che software. Io uso Capture One nella vers. 11, come molti di voi già sapranno, ed i file Fuji sono gestibili in maniera molto dinamica e produttiva.

Qui vi allego un mio scatto di test, fatto sul Col Visentin sul Nevegal (BL) in pieno controluce e con abbondanti aree in ombra, il sole è in campo e lo si vede in alto a destra.






Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2019

Inaugurazione "Pastorale Veneziana" (pensando a P. Roth)


PASTORALE VENEZIANA (pensando a P. Roth)
Maggio 2018



“Capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando.” Philip Roth 







Era circa fine maggio dell’anno scorso e mi trovavo ad effettuare un commissionato sulla Biennale di Architettura di Venezia. Solitamente quando affronto un lavoro così cerco di restare legato a solo quello che la committenza ha richiesto. Ma in maniera parallela, in quel frangente, mi scattò in testa una lettura connessa alla relazione tra le persone presenti ed il “Luogo Biennale”. Da poco se ne era andato Philip Roth, grande scrittore americano, di cui lessi “Pastorale Americana” e “Ho sposato un comunista”. Entrambi i libri ritraevano e definivano bene l’America degli anni '70/'90 e ne creavano una fotografia precisa della media borghesia (ebrea) di quegli anni, con tutte le sue contraddizioni. Forse solo per similitudine, contraddizioni più o meno esplicite, o semplice voglia di omaggio, ho collegato la mia lettura di questo evento e ne ho trovato un “pretesto” per accomunare progetti/opere e "persone presenti". Una specie di spaccato umano (senza troppa analisi ed un po’ “di pancia”) nei giorni di pre-apertura, dove gli invitati sono solo i media e gli addetti al settore, che rendono, con il loro “fruire o stazionare” nel “Luogo Biennale”, un momento sicuramente diverso rispetto a quello usuale.








INAUGURAZIONE VENERDI 31 ALLE ORE 18:00
PRESSO PHOTOMARKET VIA GIUSTIZIA 49/A
fianco Ristorante All'Amelia



Sito Photomarket



Pubblicazione su LOTUS International



E'stata una strana sensazione ricevere a casa per posta l'ultimo numero di LOTUS International.
Strana perché all'interno, tra foto di J. Meyerowitz e R. Misrach ho trovato delle foto di G. Cecchinato.
😏
Non che non lo sapessi, intendiamo, le foto mi erano state ordinate tempo addietro.
Ma ugualmente, alla vista, di una parte del mio lavoro "Liquido Confine" , su di una rivista tanto prestigiosa, mi ha dato una sorta di forte soddisfazione.
Svanita subito dopo, vissuta in un breve momento.

Che dire, ho fatto un post, perché in questo diario ci stava.
Giusto per ricordare quella fugace emozione.







Lo Sguardo e l'Ombelico Edizione 2019


"Lo Sguardo e l’Ombelico"

3^ Edizione 26 gennaio - 23 marzo 2019

L’altra metà della mela?



L'incontro di apertura del 2017 con il prof. Riccardo Caldura e Fulvio Bortolozzo



“Fotografia” (s.f.) Procedimento che, mediante processi chimico-fisici, permette di ottenere, servendosi di un apposito apparecchio (macchina fotografica), l’immagine di persone, oggetti, strutture, situazioni. (Cit. Voc. Treccani)
Quindi, la “fotografia” come risultato del processo, nel rivelare il suo contenuto materiale, non ha sicuramente nessun ruolo di genere.
Essa ci mostra in maniera neutra, fisica, quello che un processo meccanico ha generato.
Sia stato esso di origine chimica o digitale.
Ma nei nostri occhi che guardano quel contenuto e lo dichiarano di conseguenza “immagine”, si innesca un meccanismo, che nei i più attenti si chiama “lettura”.
Tale “lettura” può essere raffinata o superficiale, dipende dal grado di cultura del “lettore” stesso, dalla sua esperienza in merito, dalla sua sensibilità verso quell’”immagine”.
Sopratutto dall’educazione del suo sguardo.
Ma esiste un termine per cui all’interno di quella “lettura” si possa distinguere se l’autore di quell’”immagine”sia stato un uomo od una donna?
C’è chi sostiene indiscutibilmente di si, chi invece lo nega altrettanto energicamente.
Quanto può essere diversa, allora, la fotografia fatta da una donna da quella fatta da un uomo?
Esiste uno sguardo prettamente femminile ed uno maschile?
Uno più portato alla poesia , all’emozione ed uno più tecnico e neutro?
Ma alla fine, può essere utile differenziarlo o meno?
E’ un tema interessante, e ricco di risvolti che andremo a sviluppare, indagare, insieme alle fotografe ospiti e la loro esperienza diretta.
Dunque in questa edizione, tutta al femminile, ascolteremo nomi di spicco della fotografia italiana, sia professionale che artistica che ci parleranno della loro esperienza in merito e della loro visione di donne nella fotografia in questo terzo millennio.


26 gennaio 2019 - Paola De Pietri

09 febbraio 2019 - Silvia Camporesi

23 febbraio 2019 - Marina Alessi

09 marzo 2019 - Allegra Martin e Benedetta Falugi

23 marzo 2019 - Maria Vittoria Backhaus



Tutti gli incontri sono gratuiti e si terranno al Centro Culturale Candiani di Mestre con inizio alle ore 18:00.

Organizzazione e cura degli incontri è come per le edizioni passate, un mio piccolo onere ed un grande orgoglio.


1^ ed. Febbraio 2017 Incontro con Efrem Raimondi



1^ ed. Marzo 2017 incontro con Settimio Benedusi



2^ ed. Febbraio 2018 incontro con Luca Panaro



La manifestazione è patrocinata dall'Assessorato alla Cultura di Venezia e CNA Veneto.

Sponsor Photomarket Video - Mestre


A questo indirizzo si possono rivedere i video delle passate edizioni.


Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2019

Lo Sguardo e l' Ombelico 20 II gen 18 Riccardo Caldura

date » 24-01-2018 09:46

permalink » url

tags » Riccardo Caldura, Centro Candiani, Sguardo, Ombelico, Mestre, Incontri, Fotografia, Arte, Cultura,

Lo Sguardo e l'Ombelico - II edizione - 20 gennaio 2018

Centro Culturale Candiani - Mestre Venezia

Riccardo Caldura





Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2018


IpoTetico Diario #07 - Liquido Confine II

Liquido Confine II
12/09/17

Questo progetto fotografico dovrebbe essere collegato a dei ragionamenti sull'evoluzione della metereologia terrestre, ai cambiamenti climatici in atto ma il discorso diventerebbe enorme.
Perché è difficile raccontare con le immagini, ciò che accade sulle nostre coste durante l'autunno e l'inverno.
Siamo tutti collegati al fatto che il mare e la spiaggia siano delle cose legate unicamente all'estate.
Sole e abbronzatura.
Poi ce ne dimentichiamo.
Nella sola costa di Bibione nel 2016 si sono stanziati 3 milioni di euro per la gestione degli arenili.
La Regione Veneto ha investito due milioni di euro, nell'unico progetto "REDUNE" partito nel 2017.
E sono "solo" una parte dei progetti aperti.
Ogni anno si investe per cercare di recuperare il litorale che il mare ha portato via, durante l'inverno.
Poi mentre noi, ce ne stiamo negli uffici a lavorare, al riparo nelle calde case d'inverno.
Li...
si contende, in una guerra senza fine, il dominio del mare sulla terra.
Che sale e vince,
che scende e porta via, come un predone affamato.
In una labile definizione di un confine che non è mai demarcato.
Si muove in continuazione secondo la sua furia temporanea.
E non c'è niente che si possa fare.





Oscilla il fronte
del duello cortese;
insita è l’arma di terra
e di mare nel corpo
loro gettato l’uno
sull’altro, si lotta,
opposti dal giorno
che Dio separò.

A noi che banchettiamo,
sulle coste sognatori,
e beviamo gli sguardi
rosseggianti di vele
e di tramonti, duole
l’arretrare d’arenili
e, lontana, l’eco di crolli.
Altrove di falesie
si nutre l’erosione,
ma remote nascono isole.






Jesolo Marina
01 febbraio 2014
Mareggiata di Scirocco con +125 di acqua alta a Venezia.
Raffiche attorno ai 40 nodi.










Liquido Confine è un progetto di documentazione fotografica della Costa Nord-Adriatica iniziato nel 2012, trovi uno stralcio a questo link



Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dagli autori.
Poesia di Carlo Tosetti - All rights reserved - © 2017
Testo iniziale e foto di Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2017





IpoTetico Diario #06 - L'onda e la ragione

L'onda e la ragione
Liquido Confine I
07/09/17

Un evento dedicato al mare, alla poesia, alla fotografia.
Ecco come ho conosciuto Carlo, poeta, Tosetti.
Un amica comune ci ha messo in relazione per vedere se dalle mie foto del litorale nord-adriatico, potessero sorgere dei versi.
Un mio progetto aperto dal 2011.
Lo ho chiamato “Liquido Confine”.
Cerca di fermare alcuni momenti durante le mareggiate che investono il litorale veneto.
Si può parlare di erosione e cattiva gestione dell’ambiente costiero.
Volendo.
Non so.
Non ne sono deputato certo io.
Io fotografo.
E mi sembra sia utile documentare.
E’ un lavoro lungo.
Ma chi mi conosce sa che è pane per i miei denti.
Non pensavo però potesse suscitare una riflessione poetica.
Carlo mi ha sorpreso.
Assieme abbiamo deciso di pubblicare alcune sue ispirazioni.
Se piacciono bene.
Altrimenti …
ciao, tutto come prima.





Il periglio sta chino,
è dietro, carponi,
al fronte dell’onda
e non solo attende
l’orzare audace,
il vincere creste che spumano:
si prende le merci,
issate le reti il pescato.

La sussistenza,
che portano a riva
l’oniriche barche,
sbilenche, stanche,
è tutta concessa.
Si gonfiano reti,
perché la tempesta
e i marosi altrove
inghiottono vita.




Foce del Sile - Jesolo
01 febbraio 2014
Mareggiata di scirocco con +125 di acqua alta a Venezia.
Raffiche attorno ai 40 nodi.








Liquido Confine è un progetto di documentazione fotografica della Costa Nord-Adriatica iniziato nel 2012, trovi uno stralcio a questo link




Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dagli autori.
Poesia di Carlo Tosetti - All rights reserved - © 2017
Testo iniziale e foto di Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2017


Evolutio Visio - Mestre 2015

Evolutio Visio - Mestre 2015
02/05/2017


Ciao a tutti,
eccoci di nuovo qui per il nostro terzo appuntamento con la fotografia e la nostra città, Mestre.
Oggi faremo dei ragionamenti su di un progetto che ha segnato molto il mio “modus operandi”.
Il progetto si chiama “Evolutio Visio - Sulle orme di Gabriele Basilico - Mestre 2015”.
Titolo che ci preannuncia un diretto ed implicito riferimento al grande fotografo che ha lasciato con i suoi lavori una traccia precisa, importante ed indelebile nella fotografia italiana ed internazionale.
Il mio accostamento è stato puramente citativo e non vuole assurgere a nessuna comparazione diretta con le foto del grande autore, che sono insuperabili, anzi ne vuole rievocare l’esistenza e utilizzarle come metro di paragone a distanza di un determinato lasso di tempo.
Abbiamo parlato ampiamente della “progettualità in fotografia” e questo è il mio apporto.
In quanto come accennato nel primo articolo, sono arrivato al completamento di questo lavoro, solo per via di una precisa modalità di lavoro e con il confronto con le altre persone che hanno condiviso il progetto, in primis il prof. Riccardo Caldura dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Abbiamo visto, nel primo articolo, che ci sono stati due step precedenti ad Evolutio Visio, prima di averne una versione definitiva. Partito il tutto nel 2011, solo nel 2015 sono riuscito a dare alla luce un idea che fosse concreta ed presentabile.
Il tutto avviene grazie ad un personale miglioramento tecnico dovuto all’uso di una macchina fotografica, chiamata banco ottico. Cioè un apparecchiatura che rappresenta la terza sezione nel corredo tecnico di un fotografo. Nella prima troviamo le reflex e le mirrorless, nella seconda il medio formato, nella terza i banchi ottici. A dispetto delle prima due che sono comunque più maneggiabili i banchi ottici necessitano di un supporto treppiedi, di un livellamento e di una necessaria tecnicità nella fase di ripresa. Anche in postproduzione i files derivanti dai banchi ottici, che vengono presi da dei dorsi digitali, necessitano di un adeguata messa a punto, come d’altronde avveniva nel secolo scorso quando invece le conoscenze tecniche chimiche aiutavano a sviluppare al meglio le lastre prodotte dalle stesse macchine.



Torniamo a noi, questo progetto che esamina la parte “urbana” di Mestre (escludendo la parte storica) è stato esposto al Centro Culturale Candiani di Mestre, all’Università di Architettura IUAV di Venezia, alla Galleria Biffi Arte di Piacenza. E inoltre stato selezionato dal sito “beautyitaly” (che si occupa di indagare fotograficamente i territori italiani) per essere presente al XXIX Congresso dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) a Cagliari. Ultimamente è apparso sulla home page del sito di Architettura Italiana, che funge da atlante dell’architettura contemporanea, segno di un interesse deciso verso questo tipo di lavori.
Ho scritto varie piccole cose su questo lavoro e lo ho presentato più volte in occasione di alcune mie piccole lezioni sulla fotografia. Ed è capitato che chi non conoscesse Mestre ne fosse colpito per una sua sorta di bellezza che ne emergeva. Mi è capitato di ricevere dei complimenti da dei follower stranieri su Instagram che addirittura ne vedevano una sorta di città del futuro … sinceramente lasciandomi spiazzato, ma in parte orgoglioso.



Perché dopotutto la nostra città non è cosi brutta, avendo girato il mondo (poco) ho avuto certamente maniera di fare delle comparazioni, ed è vero che c’è di meglio … ma c’è anche di tanto, tanto, tanto peggio.
Quando poi ascolto i commenti piccati dei miei concittadini verso questa nostra città, ecco … resto molto perplesso.
Ne viene questa considerazione: “Ma se chi non conosce Mestre. guardando il mio progetto ribalta una sua idea preconcetta, addirittura la migliora, allora è la maniera di vedere di ognuno di noi quella che stabilisce il rapporto con l’ambiente circostante”.
Non a caso una citazione del 1878 di M. Hungerford in “Molly Brown” recita che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”, ma il concetto possiamo trovarlo anche negli scritti di W. Shakespeare dove “il valore della bellezza è dato dal giudizio dell’occhio (…)”.
Arrivo senza fatica anche a capire che per opposto chiunque vorrà vedere brutta una cosa, in maniera intransigente ed acritica, continuerà a farlo.
Ma tornando alle nostre fotografie, con un po di attenzione alla ricerca del momento migliore o quello con la luce più adatta, sono riuscito a prelevare delle immagini che mi hanno veramente gratificato.
Segno che una parte di Mestre può essere godibile e piacevole … non sempre … ma in alcuni momenti … forse come tante persone scontrose che possono in rari momenti regalare sorrisi o gesti che fanno dimenticare tutto il resto.



Insomma il mio modesto contributo a Mestre è questo, quello dei miei occhi, in quel momento, con quell'idea.
Qui potete visionare, se ne avete voglia, nel mio sito, una galleria più estesa di immagini ed uno scritto importante di Riccardo Caldura a riguardo di “Evolutio Visio”.
Inoltre a questo indirizzo, che porta al sito di "beautyitaly" il mio articolo scritto per loro su Mestre e su "Lo sguardo e l'identità", che ripercorre un po il pensiero che vi ho appena espresso.
Perdonate sempre lo scribacchino per la sua maniera di scrivere e ciao a tutti, alla prossima settimana.


Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2017

search
pages
i
ITA - Informativa sui cookies • Questo sito internet utilizza la tecnologia dei cookies. Cliccando su 'Personalizza/Customize' accedi alla personalizzazione e alla informativa completa sul nostro utilizzo dei cookies. Cliccando su 'Rifiuta/Reject' acconsenti al solo utilizzo dei cookies tecnici. Cliccando su 'Accetta/Accept' acconsenti all'utilizzo dei cookies sia tecnici che di profilazione (se presenti).

ENG - Cookies policy • This website uses cookies technology. By clicking on 'Personalizza/Customize' you access the personalization and complete information on our use of cookies. By clicking on 'Rifiuta/Reject' you only consent to the use of technical cookies. By clicking on 'Accetta/Accept' you consent to the use of both technical cookies and profiling (if any).

Accetta
Accept
Rifiuta
Reject
Personalizza
Customize
Link
https://www.giovannicecchinato.it/blog-d
copy copied!

Share
/ / email


Counter
368.163

Terms
cookie, privacy and copyright

Powered
myphotoportal.com

Chiudi
Close
loading