A proposito di casa - Maria Cristina Comparato
date » 29-05-2026
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casa, Maria Cristina Comparato, Penisola Edizioni, appennini, marche, steve bisson, gianni britti, libri, fotografia, analogica,
Avevo conosciuto Maria Cristina personalmente, in occasione del festival “Centrale” di Fano, curato da Luca Panaro, nel 2022. Presentava i prestigiosi contenuti di Penisola Edizioni - la casa editrice che aveva da poco pubblicato il mio lavoro sulla SS51 Alemagna - e collaborava a ritmo serrato con Steve Bisson; essendo anche una lettrice appassionata recensiva molti dei volumi pubblicati da Penisola, spesso in dialogo con le attività editoriali di Urbanautica.
La simpatia tra noi fu immediata, così come con il suo compagno — “il libraio”, come lei lo chiamava affettuosamente — Gianni Britti, titolare della piccola ma fornitissima libreria, la "Semi di Inchiostro" a Fabriano. A quella prima sintonia si aggiunse presto una profonda stima, soprattutto dopo aver conosciuto meglio il suo lavoro fotografico.
Con il tempo fui coinvolto da lei a tenere un workshop a Fabriano per i membri del fotoclub Arti Visive, che Cristina frequentava. Fu un fine settimana davvero speciale, condiviso con persone straordinarie ed appassionate e accompagnato dalla sua presenza discreta, gentile e sempre partecipe.
Prima ancora avevamo avuto occasione di pubblicare una parte del suo lavoro nel numero #02 del 2022 della rivista da me curata, “La serena inquietudine del territorio”. Cristina fu la prima autrice non veneta pubblicata sulla rivista, ma le sue immagini dialogavano perfettamente con la ricerca che ancora oggi portiamo avanti: fotografie cariche di un pathos raro, intenso e profondamente umano, capaci di raccontare il territorio degli Appennini marchigiani con dolcezza e poesia.
(Segnalo a margine anche che Maria Cristina aveva vinto il concorso nazionale di FIAF "Portfolio Italia" Gran Premio Fujifilm nel 2020)

La notizia della sua scomparsa mi colpì profondamente. Al dolore si unì però una sincera gratitudine per averla conosciuta e per aver condiviso con lei pensieri, riflessioni e frammenti di vita.
Per questo oggi sono felice (e ne scrivo con piacere) che Steve Bisson, insieme a Penisola Edizioni e a Gianni Britti, abbiano pensato alla realizzazione di questo libro, che raccoglie parte del suo lavoro "A proposito di casa": una ricerca intima e toccante sul significato che la parola “casa” assume per ciascuno di noi ma soprattutto nel pensiero e nella ricerca dell'autrice.
Anche se Cristina diceva di non sentirsi pienamente padrona della tecnica fotografica analogica, le immagini che riusciva a creare erano permeate da una dolcezza rara, quella che appartiene solo a pochi autori. Il suo punto di vista aveva un’innocenza spiazzante e insieme la consapevolezza di saper trovare ciò che davvero le interessava. Ogni fotografia sembrava un appunto preso con la macchina fotografica, ma si rivelava già uno scritto completo su ciò che stava osservando, anche quando raccontava la quotidianità più semplice dei luoghi.
Nella loro apparente mancanza di eccezionalità emergevano il familiare, il senso di quiete, il bisogno di ritrovare luoghi in cui rifugiarsi.

La sua domanda era: “Cos’è casa?”.
La sua fotografia rispondeva, in maniera dolce e profondamente femminile.
Ma allo stesso tempo si interrogava.
Nel suo statement, che presentava il suo lavoro, che nel 2022 era ancora "ongoing", diceva:
[...] Non si tratta di una ricerca conclusa, ma piuttosto dell’inizio di una riflessione su una possibilità esistenziale, l’espressione di un’esigenza morale nata dalla consapevolezza di vivere nel grande inganno contemporaneo, quel grande inganno che Thoreau aveva intuito molto prima di noi:
≪Se quando parlate di tempi duri non vi riferite ai periodi in cui è il pane a mancare, bensì le torte, allora non abbiamo nulla da dirci≫ [...]
Ed è una fortuna che nel libro che finalmente vede la luce grazie al lavoro di recupero e cura di Steve Bisson e Gianni Britti, ci siano anche alcuni suoi pensieri scritti. Alcuni, dei quali, mi hanno colpito profondamente.
Una cosa che mi accomunava a Cristina, e che molti forse non sanno di me, è la lotta contro il male che affligge tanti di noi. Io ho combattuto un linfoma dal 2005 al 2013 e capivo bene i suoi timori. Questo ci ha resi, in qualche modo, immediatamente vicini e comprensivi l’uno verso l’altra. Ma le sue parole, lucide e precise, messe nero su bianco, hanno superato di gran lunga i miei piccoli e timorosi pensieri a riguardo. Un passaggio in particolare mi ha colpito profondamente:
“Cercare il proprio paesaggio interiore significa anche accettare che questo sia fatto da deserti e da rovine, da silenzi e da occhi che non trovano sosta. Ho un grande deserto dentro, ma c’è una duna che a volte canta, altre geme. Scambiare dei gemiti per un canto è facile nel deserto; quando tutto spaventa allora persino il dolore diviene un atto di vita. Non so se la morte è fatta di sabbia, so però che a volte è simile ad un canto.”

C’è una consapevolezza profonda, e insieme una malinconica accettazione, che permea tutto questo lavoro. Anche per questo bisognerà sempre ringraziare Steve Bisson e Gianni Britti per averlo prodotto e stampato con tanta cura e qualità.
Vi invito davvero a prendere in considerazione questo piccolo gioiello per la vostra biblioteca: un libro che merita di essere conosciuto e conservato, ben più di tanti nomi altisonanti.
Immagini estratte dal lavoro di Cristina Comparato pubblicate nella rivista "La serena inquietudine del territorio #02"
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Giovanni Cecchinato - Maria Cristina Comparato - Penisola Edizioni - All rights reserved - © 2026
Un piccolo resoconto sulla Fujifilm GSX 50R
date » 07-06-2019
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Fuji, Fujifilm, Gsx50r, Hasselblad, Canon, Phase One, Capture One, Raw, Jpeg, tecnica, fotografica, fotografia, fotografo, professionista, venezia, mestre, Greenland,
FUJIFILM GSX 50R

Ciao,
visto che in alcuni di voi è sorta la curiosità in merito alle performances di questa macchina fotografica, sorella del modello GSX50S, vi posso indicare alcune mie piccole riflessioni in merito, esenti da giudizi di parte, dopo questi primi giorni di utilizzo di un modello datomi in test (FUJIFILM GFX 50R con obiettivo GF 23mm f4) ed in attesa della mia macchina ufficiale. Sicuramente sul web potrete trovare articoli tecnici e recensioni abbastanza accurate su questo modello.
Prima di tutto sgombero il campo dal concetto “medio formato” perché non possiamo realmente parlarne, se non per via di una iniziativa di marketing pubblicitario.
Da possessore di sistemi Phase One, lo dico con cognizione di causa.

Il sensore si trova in una fascia intermedia tra il “full frame” di molte ammiraglie blasonate ed il sistema delle due leader di mercato Hasselblad e Phase One.
Il che comunque, come sappiamo bene, fa buon gioco e se le “dimensioni contano” sopratutto quelle del fotodiodo che cattura la luce, ci accorgiamo della differenza sopratutto nei passaggi tonali.
E posso dire che confrontando con la mia Canon 5D Mark IV “full frame”, ne ho avuto la certezzal. In una sessione di lavoro effettivo, ho potuto notare, non tanto nella definizione o nella struttura dell'immagine, (che possiamo definire "quasi" alla pari tra le due, visto anche l'utilizzo del 24mm TS/E II nella Canon che è una lente eccezionale) tanto quanto la gestione del colore e la resa tonale più morbida ed omogenea, sicuramente più realistica; insisto e mi ripeto ... “una più morbida transizione nel passaggio toni".
La FUJIFILM 50R è dotata di un sensore CMOS da 51,4 MP e di un processore X-Processor Pro. Questo implica che se però noi usiamo delle schede poco performanti, viene vanificata tutta la velocità di elaborazione e di scatto. L'otturatore a tendina è stato sviluppato specificamente per questa fotocamera e assicura una velocità massima di 1/4000s (1/16000s con l'otturatore elettronico), una velocità di sincro flash di 1/125 sec o inferiore, alte prestazioni e una lunga durata, con una resistenza dell'otturatore fino a 150.000 scatti*, assicurando al contempo ridotte vibrazione e un funzionamento silenzioso. Questo è il primo modello del sistema GFX a supportare la tecnologia a basso consumo energetico Bluetooth®. Le immagini scattate possono essere trasferite in modo semplice e rapido a smartphone e tablet accoppiati con la fotocamera tramite l’app FUJIFILM Camera Remote, diventando veramente comodo.
Una delle cose interessanti è la misurazione TTL 256 zone, con modalità Multi / Spot / Media / Media pesata al centro
La compensazione dell’esposizione si muove da -5,0 EV a +5,0 EV a intervalli di 1/3 EV, meglio dei soliti 3 stop ed è presente una comoda funzione di intervallometro.
Il mirino OLED a colori 0,5" ca. e da 3,69 milioni di punti, dà una buona visibilità in merito, che però implica di avere sempre la macchina accesa con le ovvie richieste di energia.
Sono presenti 15 modalità di sviluppo JPG (PROVIA / Standard, Velvia / Vivid, ASTIA / Soft, CLASSIC CHROME, PRO Neg.Hi, PRO Neg.Std, Black& White, Black& White+Ye Filter, Black& White+R Filter, Black& White+GFilter, Sepia, ACROS, ACROS+Ye Filter, ACROS+R Filter, ACROS+G Filter) ma al sottoscritto che lavora sempre in Raw non può che interessare in minima parte.
Grande cosa è che la macchina è 160,7mm (largh.) x 96,5mm (alt.) x 66,4mm (prof.) in misure ma sopratutto è poco meno di 800 gr. di peso, il che fornisce una buona trasportabilità, senza grandi pesi ed ingombri. Basta una normale sacca a tracolla. Nella mia Greenland ci stava anche una datata ma stupenda Hasselblad SWC/M, giusto per dirvi.

Ora, un lato poco positivo è che la velocità di scatto non rappresenta una grande attrattiva, ma per chi come me veniva da Hasselblad sistema H, non è di certo una novità e ci si adegua immediatamente.
Alla fine la cosa importante è di sicuro come si vanno a trattare i dati Raw e con che software. Io uso Capture One nella vers. 11, come molti di voi già sapranno, ed i file Fuji sono gestibili in maniera molto dinamica e produttiva.
Qui vi allego un mio scatto di test, fatto sul Col Visentin sul Nevegal (BL) in pieno controluce e con abbondanti aree in ombra, il sole è in campo e lo si vede in alto a destra.
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Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2019