giovanni cecchinato
Venezia - Italia

SS51 - immagini da una desistenza

SS51 - Immagini da una desistenza
2016 - in corso
Progetto di documentazione del primo tratto della Strada Statale 51; che parte da San Vendemiano (TV) ed arriva fino a Tai di Cadore (BL) della lunghezza di circa 70 km.
Le fotografie in questo articolo fanno parte di un corpo di oltre 200 immagini scattate a partire dal luglio 2016, in collaborazione con Alessandro Angeli. Il progetto è ancora in corso.


Raccontare una strada. Perchè?
Raccontarla con immagini. Chi te lo fa fare? Cui prodest?
Sinceramente non lo so, fatto sta che una via di comunicazione che solca un territorio spesso ha una storia.
Ancor di più, se è la stessa dall’epoca pre-romana, forse inizialmente solo un sentiero obbligato tra le montagne.
Torno con il pensiero ai tempi del primo millennio e la immagino con tutti i suoi pericoli.
Ben diversa dal comodo viaggiare odierno, nel caldo conforto delle nostre carrozze trinate dai cavalli vapore.

La SS51 parte da Conegliano Veneto, da San Vendemiano (appena fuori di Conegliano), ed arriva a Dobbiaco.
“Strada Regia” la chiamarono inizialmente.
Perché la percorsero i Re del Nord che volevano arrivare a Venezia.
Da dove partirono per la Terra Santa.
Un unica via, proveniente dall’Europa profonda, verso le mistiche mete ed i pellegrinaggi espiatori.
Che partivano, non senza rischi, dalla città d’acqua più conosciuta per l'esperienza dei suoi abitanti nel solcare le onde avverse del Mare Nostrum.
Città che vivo oggi e che ha svenduto la sua storia e la sua vita per diventare la disneyland del nord-Italia.
Poi la “Strada Regia” diventava via prediletta per le merci che arrivavano dalla terra teutonica.
Verrà riappellata “Alemania” e ancor oggi riconosciuta dal quel nome.
SS51 - Strada Statale di Alemagna.



Ecco come l’ho conosciuta, quando bambino ci transitavo con i miei genitori, dentro ad una Fiat 124 diretti nel Cadore.
Ma ci sono molte storie da raccontare.
Comincio da Renzo.
Fà il falegname.
Vive in una parte di una casa che colpisce tutti quelli che passano per la SS51.
Si.
Perchè ci passano dentro in macchina.
O meglio.
Ci passano sotto.
Una volta era una sosta obbligata, una dogana, un ristoro per viandanti e animali.
Villa Casagrande Pradal, la cita anche Marcantonio Flaminio nel 1550.
Si trova in località “La Sega”.
Non a caso ci stavano delle falegnamerie.
Renzo è un falegname.
E insegna alle nuove generazione l’arte antica della falegnameria.







Ma sul legno c’è molto da dire.
Perché di là passava tutto il legno del Cadore, che ha permesso di costruire Venezia.
Il legno dal Cadore, il ferro dalle officine di quella valle.
Senza quella valle Venezia, non sarebbe esistita, o forse sarebbe diversa.
E la dipendenza non finiva qui , perché nel secolo scorso quella valle ed il suo fiume, il “Piave”, hanno donato l’approvvigionamento elettrico che ne garantiva la sopravvivenza in quest'epoca moderna.
Non solo di Venezia ma anche della nascitura Marghera e di tutte le sue inquinanti industrie.



Approvvigionamento che in uno dei suoi esempi, quello del “Vajont”, creò una delle disgrazie più grandi del secolo scorso.
E la distruzione di uno dei centri abitati che essa attraversava, Longarone.
Ora patria e sinonimo della produzione artigianale del gelato.
Ma anche questa è un altra storia legata alla SS51.


Continuerò a raccontarvela un altra volta.



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