giovanni cecchinato
mestre - venezia - italia

I Barconi di Capo Passero

Ottobre 2017

Capo Passero. Sicilia.
L’estremità sud del territorio italiano.
Curioso il bar sulla spiaggia con la scritta “questo è il bar più a sud d’europa”.
Dopo solo il mare.
E’ vero, a quella latitudine l’Europa non c’è più.
Non c’è neanche sopra per intenderci.
Perché è dagli anni '90 che medio-orientali, asiatici ed africani, arrivano li, dopo un viaggio estenuante in mare aperto e permettono alle organizzazioni criminali di lucrare sulle loro disgrazie.
L’Europa non c'è, non guarda, lascia fare.
Ho trovato un articolo di uno dei primi naufragi, nel '96.
Era quello della F174, in Calabria.



Han dovuto dargli un numero perché quella carretta non aveva neanche un nome.
Morirono 280 persone, tra indiani, pachistani e altre nazionalità.
Era il Natale del 1996.
Mentre noi mangiavamo panettoni e in chiesa pregavamo quel Cristo che forse era in mezzo al mare, ma non era in mezzo a noi.
Tutto per lucrare sulla voglia di vivere diversamente di una parte povera dell'umanità.
Da parte di criminali senza pietà.
(Bisogna essere privi di anima,
recisa e bruciata, per non avere pensieri
e continuare a dormire la notte)
Se ne è parlato a lungo di quella carretta.
Ma quando, ancora oggi le cose continuano ad accadere, nella stessa identica maniera.
Non posso che intuire che vada bene così.
Non esiste voglia di trovare una soluzione.
Europa o no, va bene così.
Italia uguale.
Ne sono il segno le barche abbandonate a Portopalo di Capo Passero.
Segno indelebile del martirio, della speranza, dell’intolleranza.
Il sogno porta a rischiare la vita.
A ritrovarsi a lavorare nella raccolta dei pomodori nella valle di Pachino (per chi resta vivo).
Migliaia di ettari coperti a serra dove trovano, almeno, un lavoro e poco di cui vivere.
Oppure cercare fortuna in un Europa che non dà fortuna neanche ai suoi abitanti.
Ma questa è solo una parte del racconto.
Chissà quante derive, e quante storie diverse per ogni persona arrivata qui.
Qui vedo i mille racconti, tra le coperte abbandonate ed i resti di qualche incendio.
Ecco il lembo più a sud d’Italia.
Dopo solo il mare.
Amico e fonte di stupore, per molti noi.
Orrore e fonte di disperazione, per molti di loro.

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