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Lo Sguardo e l'Ombelico Seconda Edizione

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05/12/17
BOLLETTINO DAL FRONTE OPPOSTO

Nel passato ciclo di incontri de "Lo Sguardo e l'Ombelico" ci siamo interrogati sulla figura del fotografo professionista, e abbiamo sentito le idee, le esperienze e le impressioni sulla fotografia odierna da parte di Efrem Raimondi, Settimio Benedusi e Massimo Siragusa. Dei professionisti di spessore nel panorama nazionale che ci hanno illustrato le sensazioni di chi la fotografia “la fà, la produce”. Abbiamo avuto modo anche di assaporare una piccola parte iniziale di iconografia artistica e non, tramite gli interventi di Fulvio Bortolozzo e Riccardo Caldura.
Dunque un percorso, un tratto di strada nel quale sentendo i resoconti di chi la fotografia “la fà, la produce”, la vive direttamente poiché lavoro quotidiano, ne abbiamo tratto molte impressioni.
Ognuno di noi ha portato a casa, una parola, un concetto, una nuova idea che nel corso di quest’anno ha permesso di maturare la visione della fotografia che aveva.
Ma se questo è un fronte su cui si combattono nuove e vecchie lotte e dilemmi, nonchè terreno di sfide continue, dettate dall’era digitale su di un altro fronte si combatte una battaglia opposta, quella di chi la fotografia “la vede, ne usufruisce, deve giudicarla” bene o male in tutti i suoi molteplici aspetti e utilizzi.
Dunque il fronte opposto è formato da esperti nel ruolo didattico o nell’ambito artistico, da organizzatori di festival o manifestazioni, da critici o bloggers o giornalisti o archivisti o selezionatori o storici. Le valorizzazioni di un insieme di professioni che non vivono sulla produzione della fotografia ma sulla sua definizione derivante dalla ricezione degli stimoli visivi che essa stessa produce; un fronte in cui, da parte di chi si mette in trincea vi è una ricerca di una definizione, dei concetti originari, della valorizzazione o dello scarto della produzione sovrabbondante e spesso caotica e non definita dei nostri giorni. Ecco la squadra dei "Magnifici 5" che ci accompagnerà nel 2018 ad esplorare nuovi territori della fotografia in questo terzo millennio. Un ringraziamento assoluto al Centro Culturale Candiani di Mestre (VE) che ospita e sovrintende la manifestazione ed ai relatori che hanno accettato il mio invito: Riccardo Caldura,​ Laura Manione,​ Luca Panaro,​ Michele Smargiassi,​ Antonello Turchetti.​


A breve il calendario completo con le indicazioni per ogni singolo incontro.
STAY TUNED!!!


Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo o riproduzione anche parziale non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2017

Lo Sguardo e l' Ombelico 25 marzo 2017 Massimo Siragusa


Lo Sguardo e l'Ombelico - 25 marzo 2017

Centro Culturale Candiani - Mestre Venezia

Massimo Siragusa






“State of the art” si direbbe in inglese, “lo stato dell’arte della fotografia di territorio” invece mi ha suggerito un collega fotografo, architetto, nonché autore (vista la presenza dei suoi lavori fotografici alla Biennale di Architettura di Venezia del 2014).
Così mi ha salutato ed è esordito, alla fine dell’incontro con Massimo Siragusa, tenuto ieri al Centro Culturale Candiani, mi è parso più che giusto e ho condiviso il complimento.




Un grande autore, che un nutrito gruppo di amici fotografi stava aspettando con impazienza, poiché tutti interessati alla fotografia di territorio, di architettura, di interni.
Una mole di lavoro imponente che Massimo Siragusa ci ha raggruppato in due sequenze eloquenti, una sul lavoro “Teatro d’Italia” diventato un libro nel 2012 edito da Contrasto, l’altra su “Lo Spazio Condiviso” lavoro di indagine sui circoli d’Italia, che riflette le mille anime e i mille caratteri di questi spazi di aggregazione.
Una fotografia lenta e ragionata, molto precisa e basata su inquadrature rigorose e ferree, che tradiscono la passione per la scuola di Dusseldorf e la reinterpretano in una chiave prettamente mediterranea.

Esperienza e piccoli aneddoti, in un paio di ore volate così ad ammirare una fotografia delicata e precisa che può invece mutare con progetti nuovi e più aggressivi come quello sulle periferie di Roma.
Massimo Siragusa ci ha lasciato sicuramente dei germogli che non mancheranno di fiorire, tenendo conto di alcune regole ben precise nella fotografia, (che ci hanno anche consegnato gli autori precedenti), studio, impegno, rigore di applicazione e progetto … perché la fotografia è una cosa importante.






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