giovanni cecchinato
mestre - venezia - italia

search

pages

170101 - Del vedere

170101 - Del vedere (ovvero, della cornice)

Nel guardare e nel saper escludere, ciò che non serve,
(nel vedere, dunque)
si raccoglie anche il sottile concetto del comprendere.
Non un comprendere limitato o parziale, come verrebbe da dire.
Ma partendo da una visione più ampia, più estesa,
una sottile ricerca che porti ad intuire solo ciò che ne è il fulcro.
Eliminando le ridondanze.
Levando.
Una metodica che ogni fotografo applica nelle immagini che produce.
Elimina tutto il mondo, a favore di una porzione di esso.
Quella porzione che sta nella cornice dell'inquadratura, in quel momento.
Quella porzione che ha ben compreso, quella che lui ha intuito,
che ha scelto dai suoi possibili 360°.
Ecco perché scopre che da un elemento banale,
da quello che mette nella cornice dell'inquadratura,
si può scorgere una piccola poesia di segni e di luce.
Ecco perché un fotografo utilizza,
anche nella vita che gli scorre difronte,
anche in quelle degli altri a volte,
ma sopratutto nella propria,
uno sguardo sintetico,
che dal marasma faccia affiorare,
solo il necessario.
Le tante, piccole, sinfonie di segni e di luci
di ombre e di movimenti,
di sentimenti, dolorosi o passionali,
di errori e di cose giuste,
di speranze e di delusioni.
Lì vede
lì capisce.
Ma lì,
non può esserci cornice che li separi.



Mestre 01.01.2017

Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2017

Supermoon

Supermoon
15 nov 2016
Mestre

L'attesa superluna di novembre è arrivata e l'ho fotografata dal giardino di casa mia. Nonostante il cielo fosse leggermente velato la foto è venuta abbastanza bene. Ho usato una Canon 5D Mark III con un obiettivo Canon 70/200 f2.8 più un duplicatore di focale Canon 2X. Ho scattato a 200 Iso, su cavalletto, con lo specchio alzato e l'oculare oscurato (anche se non serviva,) diaframma f22 e 1/80 di tempo. Ho sviluppato il file RAW con Capture One 9. Ho croppato l'immagine ed ho estratto il 100% dell'area che mi interessava senza interpolazioni.

Tutti i testi e le foto sono protette da copyright.
E' vietato ogni utilizzo non espressamente autorizzato dall'autore.
Giovanni Cecchinato Fotografo - All rights reserved - © 2016

GJCC0799.jpg

Women : Annie Leibovitz (Milano)

Women : Annie Leibovitz (Milano)
Fabbrica Orobia 15 Milano
9 settembre - 2ottobre


Milano 20 settembre 2016
Annie Leibovitz documenta il nostro tempo da quasi mezzo secolo. Nel 1970 le sue fotografie cominciarono ad apparire su Rolling Stone, che a quei tempi era una rivista giovane ed emergente di politica e cultura popolare. Da li in poi ritrae molti personaggi pubblici conquistando fama e notorietà per il suo stile pulito ed essenziale. I richiami ai grandi maestri reinterpretati con la sua visione acutizza le sue fotografie rendendole delle vere icone, come la sua foto di John Lennon nudo sopra ad Yoko Ono, scattate poche ore prima che gli sparassero. il suo progetto "Women" iniziato con Susan Sontag è in esposizione a Fabbrica Orobia a Milano. Uno spazio inusuale come la mostra stessa che mira ad essere un punto di incontro e di riflessione più che un esposizione convenzionale. Grandi "led wall" con tutte le sue più importanti fotografie del progetto ed un muro con appuntate a spilli alcune foto che vengono descritte con cura ed attenzione in un opuscolo fornito gratuitamente. Una mostra che riserva anche la sorpresa di essere gratuita in una location davvero affascinante, dove i visitatori possono anche dedicare del tempo alla visione di molti libri di fotografia di tutto rispetto.

Qui il link di Fabbrica Orobia

GJCL2327.jpgGJCL2328.jpgGJCL2332.jpgGJCL2333.jpg

Les Rencontres de la photographie, Arles

07-09-2016 22:03

tags: Arles, Rencontres, Fotografia, Mostre, Incontri, Storie,

url: permalink

|

47ˆ Edizione - Settimana di apertura dal 4 al 10 luglio 2016
Dopo circa 8 ore di guida, arrivo ad Arles, una cittadina appena al di sopra di Marsiglia, posizionata a Nord solo a pochi chilometri dalla foce del Rodano. Arles è il più grande comune della Francia, con un territorio superiore a quello di Parigi. I monumenti più importanti, però, sono a pochi passi l'uno dell'altro, nel centro storico di questa bella cittadina che vivacchia placida sulle sponde del Rodano. Ha un passato glorioso, di cui conserva l'Arena e il Teatro Romano, a cui bisogna aggiungere il portale e il chiostro della Chiesa di St. Trophime, tutti entrati a far parte del Patrimonio mondiale dell'Umanità tutelato dall'Unesco. Arles è punto di passaggio obbligato durante una visita in Provenza, soprattutto per chi vuole visitare la Camargue.

Quando arrivo il cielo è terso e spira sempre una brezza da nordovest che rinfresca la calura e la rende secca. Così, tramite il presidente del Fotoclub Padova, al quale mi sono aggregato, in maniera metodica ed organizzata mi sono preparato a questa mia prima visita a "Les Rencontres de la Photographie".

Qui vi metterò alcuni scatti ed alcune considerazioni



Già la prima mostra mi colpisce ed affascina, "La perfetta imperfezione", (una collettiva ... parliamone ... uno degli artisti è Joan Fontcuberta) un esempio a dir poco lampante sul concetto di fotografia d'arte. Spesso se ne discute in maniera anche fin troppo ampia. Ma il succo rimane che la fotografia artistica è il mezzo con cui un artista contemporaneo si esprime, cioè la fotografia diventa un mezzo, non l'origine, non viene da un "fotografo" e prioritariamente campeggia il concetto o ancor di più il progetto di comunicazione ed il suo relativo linguaggio. Per cui se vedi foto come queste e ti viene il classico "ma che che foto sono?" "non capisco.. ma che c...o di foto!", ecco, ... passa oltre che và bene ...



Don Mc Cullin, non ha bisogno di presentazioni, una bellissima antologia dei suoi più famosi lavori in una delle location centrali. Mostra bellissima, dove peraltro si ha l'occasione di vedere com'era Palmira, prima di venire distrutta dai talebani. Dai suoi primi lavori alle ultime riflessioni sui paesaggi. Qui un accostamento a Salgado viene ovvio, anche lui distrutto interiormente dalle visioni delle guerre torna a sublimare la bellezza della terra ... per cucire e guarire le sue cicatrici dell'anima ... come il fotografo brasiliano ... però con meno ... meno pubblicità.



Ad Arles ogni muro è buono per diventare una piccola esposizione, rimandi, appuntamenti, feste, vernici, di tutto... tanti giovani artisti non selezionati appendono le loro foto sui muri.. una maniera a basso budget per far vedere i propri lavori.



Uno dei punti di ritrovo principali della cittadina è la piazza Du Forum, dove tutti i ristorantini in queste settimane lavorano senza sosta. Un punto dove ti puoi ritrovare a mangiare a fianco di qualche celebrità del mondo fotografico che mangia la tua stessa paella. Lì si danno appuntamento tutti e nel caos generale la vita della cittadina diventa una specie di movida fotografica.



Oltre alle esposizioni ufficiali, un centinaio di altre location vengono adibite ad esposizioni. Così ti può capitare di entrare in un garage fino a poco tempo prima abbandonato, che invece ospita i giovani emergenti della fotografia europea. (sic! .... e che foto!)



Interessante lo Yakusima Photography Festival che porta i suoi migliori lavori ad Arles. In uno bello spazio le fotografie giapponesi emergono in tutto il loro minimalismo, e con la solita armonia insita dei loro paesaggi. Sperimentazione di alcuni, documentazione di altri. Anche le modalità di esporre diventano gioco visivo.





In una cittadina che mi ha sorpreso, per la mitezza del clima, e l'aspetto, un po fatiscente degli edifici, non poteva mancare un aspetto turistico che però, pare appassioni tantissimo i camarguesi. La "Course Camarguaise", una sorta di scontro con il toro, che (per fortuna) non viene ucciso ma solo affrontato da un gruppo di corridori che devono sfilare una marca dalle corna dell'animale, di corsa ... tenendo conto che l'animale spesso rincorre ferocemente chi gli si avvicina. E le incornate sono frequenti .... (... non rompete le balle al cavaliere nero!!)





Qualche aspetto serale degli incontri che si protraggono fino a tarda sera.



Les Ateliers, uno spazio enorme dove gran parte delle esposizioni si concentra. Un vecchia zona industriale riconvertita, bellissima, dove a fianco la grande archistar Frank Gehry, sta realizzando una zona di esposizione veramente futuristica.



La lettura dei portfoli avviene in varie parti della città. Centinaia di giovani si avvicendano per sottoporre ai "guru" i loro lavori. Ad ognuno sono concessi 20min, qualche settimana prima dell'apertura della manifestazione tutti i lettori erano "sold out" ... ma quanta fotografi ci sono?



Il Maestro Ferdinando Scianna ad Arles per una sua esposizione in una delle gallerie del centro.



A pochi chilometri da Arles, il mediterraneo lambisce Les Saintes Maries de la Mer ... un piccolo ma carinissimo paese, vale la pena trascorrere qualche ora.





Una delle mostre che più mi hanno colpito, quella di Eamonn Doyle "END". Grandi fotografie di gente e posti di Dublino, portano a ragionare su degli elementi di decadenza del genere umano. Un europa anziana, spenta, preoccupata, la parte giovane senza futuro, schiavizzata dai mass media. Un lavoro enorme e grandioso, in termini fisici proprio. Alcune foto erano grandi come i muri che circondavano lo spazio espositivo. Coinvolgente.

Esponevano inoltre, Michael Ackerman, Andres Serrano, Maurizio Cattelan & Pierpaolo Ferrari, William Klein, Yann Gross, Bernard Plossu, Sid Grossman, Ethan Levitas / Garry Winogrand e tantissimi altri. Le mostre rimarranno aperte fino al 25 settembre 2016. Qui il sito ufficiale. Les Rencontres

arles1.jpgarles2.jpgarles3.jpgarles4.jpgarles5.jpgarles6.jpgarles7.jpgarles7b.jpgarles8.jpgarles9.jpgarles10.jpgarles11.jpgarles12.jpgarles13.jpgarles14.jpgarles15.jpg

Casa Bossi, Novara

Casa Bossi è uno splendido edificio eretto nel 1859, che nobilita affacciandosi sul Baluardo, uno degli angoli più belli di Novara. Edificio pensato dall’architetto Alessandro Antonelli, già conosciuto per la Mole Antonelliana di Torino, rappresenta uno dei capolavori del neoclassicismo in Italia. Per evitare il degrado, un gruppo di cittadini si è reso promotore di un “Comitato d’Amore per Casa Bossi“. Insieme sono riusciti a creare delle attività di promozione che hanno permesso di recuperare a mano a mano la originaria bellezza del palazzo.

Nata una profonda simpatia per l’iniziativa e invitato ad esprimere la mia visione del luogo, ho prodotto questo insieme di fotografie, che vi invito a guardare a questo link, della sezione portfolio.

A questo link, invece, troverete il sito ufficiale di Casa Bossi, dove potete trovare molte informazioni sul bellissimo palazzo.

Di recente oltre ad essere location per molti avvenimenti ed iniziative legate al mondo della moda, vi hanno girato il loro ultimo video i Negrita con il singolo “Il Gioco” (qui il link)

Se vi piace il progetto, diffondete l’articolo o le foto del portfolio, con social che più vi aggradano e, magari riusciremo a fare un pò di divulgazione di questa seria iniziativa.

Ringrazio Roberto Tognetti e Paola Scampini per avermi introdotto nel magico mondo di questa casa e il Prof. Riccardo Caldura per avermi fatto da tramite.

Grazie a tutti!

01_Comb_Androne_01.jpg

Organizzare uno shooting fotografico





Shooting backstage – Organizzare uno shooting fotografico

Case History – Meggreen

Visto che a molti di voi è piaciuta l’immagine di copertina dello shooting Meggreen, vi allego il video di backstage che abbiamo realizzato per descrivere il lavoro.

Produrre uno scatto come quello, richiede una fase di preparazione ampia. Infatti una bella immagine non arriva mai per caso. Con Endea (Fabrizio Penso e Federica Baldo) , partner nello shooting e committente, abbiamo proceduto cosi:

1) In alcune riunioni abbiamo analizzato la ricerca iconografica che aveva prodotto Endea, e stabilito una immagine di massima che aveva a sua volta interessato il cliente finale.
2) Per il sottoscritto è iniziata la fase organizzativa in cui contatti telefonici con modelle e truccatrici, nonchè assistenti e operatori video hanno scremato i collaboratori che avrebbero dovuto partecipare allo shooting.
3) Definito il giorno con ampio margine in coordinata con il cliente abbiamo predisposto quando allestire il mio studio per rifinirlo con il parquet che produce Meggreen e che sarebbe stato utilizzato come sfondo. Concomitantemente con l’operatore video (Chiara Segatel) abbiamo gestito la parte di Time-Lapse dell’allestimento che apre il corto, (CANON 5d MARK II tethered con MacBookPro e DPP Canon)
4) Il giorno successivo all’allestimento, studiato e definito il tipo di luce che dovevamo utilizzare, ho optato per lavorare con il mio equipaggiamento Elichrome cercando di ammorbidire molto le alte luci.
5) Ho deciso di scattare con la mia Hasselblad H2 con dorso Phase One P30 tethered con MacBook Pro e Capture One 7 in maniera da verificare immediatamente le immagini prodotte.

A fronte del layout che avevamo stabilito con Endea, un po alla volta abbiamo cambiato e da una piccola intuizione ho ricercato il “lancio” del velo in maniera di creare quel movimento dinamico che potesse catturare di più l’attenzione in orizzontale.

Dopo numerosi tentativi abbiamo consolidato tempi ed movimenti e devo ringraziare molto la modella (Elena Bittante) per la bravura e la professionalità che ha dimostrato.

Il cliente ha apprezzato molto tutto il lavoro e l’organizzazione non ha fatto una pecca, tanto che ha commissionato un ulteriore serie di scatti per completare il già ricco catalogo che è venuto alla luce dopo un intenso lavoro di grafica e composizione da parte di Endea.

Al lavoro hanno partecipato anche :
Elisa Pitteri come Make-up Artist
Dora Vergombello come assistente di studio
Flavio Bullo come Designer creatore del prodotto e referente per il cliente.

Alla fine di tutto ulteriori due giornate sono andate via per il montaggio del video, che comunque a me pare riuscito molto bene.. Ah! Abbiamo girato il tutto con due Canon 5D Mark II.



search

pages

loading